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La storia dell'Oliva Ascolana Tenera
Caratteristiche varietali dell'Asclana Tenera
Le esigenze pedoclimatiche
Le tecniche per la coltivazione dell'Ascolana Tenera
Malattie e avversità
Il Disciplinare di Produzione dell'Ascolana Tenera
La produzione dell'Ascolana Tenera
Deamarizzazione e conservazione in salamoia
Ricetta de "La Liva Fritta" all'Ascolana
Bibliografia
 

LE CULTIVAR DA MENSA

           Nel mondo, la coltivazione delle olive da tavola è affidata a diverse varietà, alcune delle quali costituiscono un vero e proprio patrimonio del paese di origine.

          Queste si diversificano per una serie di caratteri: dalla  vigoria alla produttività, dalla fertilità alla sensibilità ai parassiti, dalla resistenza ai fattori biotici alla tolleranza dei deficit podologici,ecc.

          Ci troviamo di fronte a molte cultivar che spesso, costituite da popolazioni multiclonali, non confluiscono in materiale standard definito.Si avverte una esigenza di ammodernamento del settore, che passa anche attraverso il miglioramento genetico e la individuazione di varietà adatte ai diversi ambienti produttivi. Si ritiene utile la selezione clonale, allo scopo di facilitare la diffusione di materiale sano (es. virus esenti), rispondente ai parametri qualitativi, resistente ai parassiti o alle avversità biotiche e che  risulti obbligatoriamente certificato.

CULTIVAR DI OLIVE DA TAVOLA IN ITALIA ED ALL’ESTERO

Regione

Verdi

Nere

Duplice Attitudine

Marche

Ascolana

Lea

 

Abruzzo

Intosso

Cucco 

 

Lazio

 

Strana

 

Campania

 

 

Ortice,
Ortolana,
Caiazzana

Basilicata

Dolce di Melfi

Majatica

Justi,
Majatica

Puglia

Bella di
Cerignola,
Olivone,
Piccoline,
S.Agostino

Provenzale
Coratina,
Amele, Nurca,
Pasola

Coratina,
Termite di Bitetto

Calabria

Grossa di
Cassano,
Grossa di Gerace,
Dolce di Rossano,
Varesina

Carolea

Sicilia

Nocellara Etnea,
Nocellara
del Belice

Ogliarola,
Messinese,
Moresca,
Cassanisa

Giraffa,
Tonda Iblea,
Biancolilla

Sardegna

Tonda,
Manna,
Pizz'e Carroga

Bosana

 

In molte
Regioni

   

Leccino

 

          Le varietà straniere più diffuse sono:

ALGERIA: Sigoise,Sevillane,Cornicabra

ISRAELE: Manzanillo,Souri,Barnea

SPAGNA: Manzanilla, Cacerena, Gordal Sevillana, Hojiblanca, Alorena, Morona

GRECIA:  Konservolia, Kalamon, Megaron

 

PRODUZIONI

           La produzione mondiale di olive da tavola è di circa 1.000.000 di tonnellate annue (pari al 3,5% della produzione olivicola), il 40 % viene prodotto in Europa.   L’Italia produce poco meno del 10% della produzione mondiale.

Spagna   

q.li  2.400.000

 

Grecia        

q.li  1.000.000

Turchia      

2.160.000

 

Italia       

 850.000

USA      

1.660.000

 

Siria          

 850.000

Marocco    

1.000.000

 

 

 

          Il paese maggior consumatore al mondo è l’USA ed è seguito subito dall’Italia (2,5-3 Kg per abitante). Il nostro paese importa olive da mensa per circa il 45 % del consumo totale.

          In Italia, le olive da mensa sono prodotte prevalentemente in alcune regioni come segue: Sicilia 50%, Puglia 27%,  Campania 5,5%, Calabria 5%,  Sardegna 4,5%, Basilicata 1,8%, seguono poi Lazio, Abruzzo, Liguria, Marche, Toscana, ed altre.

          Le importazioni dell’Italia sono considerevoli e pari a circa 500-600.000 q.li/anno. Esse provengono soprattutto da Spagna, Grecia e Turchia. Delle totali importazioni, circa l’80 % è rappresentato da olive verdi.

          Nella zona di origine, l’Oliva Tenera Ascolana è coltivata almeno su una superficie di circa 66.000 ettari a coltura specializzata che fornisce una media di circa 6.000 quintali di prodotto. A tale coltura specializzata si aggiunge una produzione derivante da piante sparse coltivate per lo più per soddisfare il fabbisogno familiare (1-5 piante per un totale di circa 7.300 piante).

          In Abruzzo sono coltivati ad Oliva Tenera Ascolana circa 20 ettari specializzati (7.000 piante con produzione stimata intorno a 700-750 quintali di prodotto).

          Oggi, é stimata una domanda di Oliva Tenera Ascolana per la produzione delle olive farcite, che si aggira intorno a 20.000 quintali mentre, 10.000 q.li  sarebbe la quantità  richiesta per il consumo diretto.

 

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