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Storia dell'Oliva Tenera Ascolana
Caratteristiche varietali dell'Ascolana Tenera
Le esigenze pedoclimatiche
Le tecniche per la coltivazione dell'Ascolana Tenera
Malattie e avversità
Il Disciplinare di Produzione dell'Ascolana Tenera
La produzione dell'Ascolana Tenera
Deamarizzazione e conservazione in salamoia
Ricetta de "La Liva Fritta" all'Ascolana
Bibliografia
 

            E’ coltura tipicamente mediterranea e vive bene in ambienti caratterizzati da inverni miti e sufficientemente piovosi, cui segue l’estate piuttosto asciutta e senza particolari deficit idrici.

Manifesta una considerevole resistenza agli inverni rigidi, anche se sono stati rilevati danni alla coltura a causa di una rapida discesa sotto lo zero delle temperature o per l’abbassamento, delle stesse in alcune ore di oltre –6°C. Le buone condizioni fotosintetiche per la cultivar si realizzano con temperature intorno ai 25-26°C. Le esigenze termiche della pianta sono: circa 10-12 °C alla mignolatura e circa 20°C all’allegagione.

Gli stadi vegetativi possono così riassumersi:

-         ripresa vegetativa - dalla fine di febbraio ai primi di marzo;

-         fioritura - ai primi di giugno;

-         ingrossamento dei frutti - fine di agosto;

-         maturazione - dal 20 settembre al 10 ottobre.

Piuttosto adattabile dal punto di vista pedologico, tollera i terreni ricchi di scheletro cosi come quelli a natura calcarea; produce meglio in terreni di medio impasto fertili, sufficientemente sciolti, e con pendenze non troppo elevate,( ma mal si adatta ai terreni umidi ed argillosi a causa dei marciumi radicali).

La pianta non esprime grossi fabbisogni idrici, ma quando la stagione risulta particolarmente siccitosa, l’irrigazione di soccorso può ritenersi utile, per correggere il deficit ed evitare lo stress. Infatti, si è potuto rilevare che quando la pianta soffre la siccità, si assiste ad  un accrescimento stentato della drupa, che, a sua volta, evidenzia un mesocarpo meno tenero.

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