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E’ coltura
tipicamente
mediterranea e
vive bene in
ambienti
caratterizzati
da inverni miti
e
sufficientemente
piovosi, cui
segue l’estate
piuttosto
asciutta e senza
particolari
deficit idrici.
Manifesta
una
considerevole
resistenza agli
inverni rigidi,
anche se sono
stati rilevati
danni alla
coltura a causa
di una rapida
discesa sotto lo
zero delle
temperature o
per
l’abbassamento,
delle stesse in
alcune ore di
oltre –6°C.
Le buone
condizioni
fotosintetiche
per la cultivar
si realizzano
con temperature
intorno ai 25-26°C.
Le esigenze
termiche della
pianta sono:
circa 10-12 °C
alla mignolatura
e circa 20°C
all’allegagione.
Gli
stadi vegetativi
possono così
riassumersi:
-
ripresa
vegetativa -
dalla fine di
febbraio ai
primi di marzo;
-
fioritura
- ai primi
di giugno;
-
ingrossamento
dei frutti -
fine di agosto;
-
maturazione
- dal 20
settembre al 10
ottobre.
Piuttosto
adattabile dal
punto di vista
pedologico,
tollera i
terreni ricchi
di scheletro
cosi come quelli
a natura
calcarea;
produce meglio
in terreni di
medio impasto
fertili,
sufficientemente
sciolti, e con
pendenze non
troppo elevate,(
ma mal si adatta
ai terreni umidi
ed argillosi a
causa dei
marciumi
radicali).
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La
pianta non
esprime
grossi
fabbisogni
idrici, ma
quando la
stagione
risulta
particolarmente
siccitosa,
l’irrigazione
di
soccorso
può
ritenersi
utile, per
correggere
il deficit
ed evitare
lo stress.
Infatti,
si è
potuto
rilevare
che quando
la pianta
soffre la
siccità,
si assiste
ad
un
accrescimento
stentato
della
drupa,
che, a sua
volta,
evidenzia
un
mesocarpo
meno
tenero.
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