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Storia dell'Oliva Tenera Ascolana
Caratteristiche varietali dell'Ascolana Tenera
Le esigenze pedoclimatiche
Le tecniche per la coltivazione dell'Ascolana Tenera
Malattie e avversità
Il Disciplinare di Produzione dell'Ascolana Tenera
La produzione dell'Ascolana Tenera
Deamarizzazione e conservazione in salamoia
Ricetta de "La Liva Fritta" all'Ascolana
Bibliografia
 

 

Oggi, la difesa fitosanitaria viene ricondotta almeno alla lotta integrata, al fine di operare un controllo ecocompatibile degli agenti dannosi. In tal modo, i controlli sono effettuati razionalmente e se le condizioni climatiche risultano non eccezionali, le avversità non raggiungono una popolazione tale da arrecare danni economici rilevanti alla coltura, specie dal punto di vista qualitativo.

          Risultano particolarmente importanti le osservazioni ed i campionamenti effettuati in campo nel periodo che va dalla ripresa vegetativa alla raccolta. Si cerca in tal modo di facilitare l’azione dei nemici naturali dei parassiti, adottare i corretti interventi di potatura e ridurre fortemente l’uso di fitofarmaci.

In genere, la pianta di Oliva Tenera Ascolana, soffre maggiormente delle seguenti avversità:

a) AVVERSITA’ ABIOTICHE

   (da freddo eccessivo, grandine sui rami e frutti, vento, elevata e lunga siccità estiva).

b)  AVVERSITA’ BIOTICHE

    1)     da VEGETALI (Cicloconio, Lebbra, Rogna, Fumaggine)

    2)     da ANIMALI ( Mosca, Tignola, Cocciniglia, Fleotribo, Nematodi, Virosi)

Avversità

Manifestazioni

Controlli ed interventi

OCCHIO DI PAVONE

(Cycloconium Oleaginum)

La malattia si evidenzia con la comparsa di macchie rotonde sulla pagina (specie superiore) delle foglie, prima brune e poi con contorno giallastro. 

La pianta si infetta in autunno e primavera in periodi caratterizzati da elevata umidità.

 

Per prevenire la malattia occorre tenere arieggiata e ben illuminata la chioma con adeguati interventi di potatura  evitando gli eccessi di azoto.

Si consigliano le irrorazioni con poltiglia bordolese alcalina dopo la raccolta, in fine riposo ed inizio ripresa vegetativa. In genere, la pianta resiste bene alla malattia.

FUMAGGINE

(Capnodium oleaginum)

 

Molte parti della chioma risultano ricoperte da una fuliggine untuosa e viscosa costituita da ife e conidi che prosperano sulla melata lasciata da altri parassiti (cocciniglie).

 

E’ importante combattere gli altri insetti presenti nella pianta.

Si possono usare i prodotti rameici durante il riposo vegetativo.

LEBBRA

(Gloeosporium olivarum)

 

Si manifesta con aree rotondeggianti lievemente affossate presenti sulla superficie delle drupe a maturazione.       

L’avversità è più frequente nelle annate con  autunni molto umidi.

Attraverso una razionale potatura si cercherà di favorire l’illuminazione ed arieggiamento della chioma.

Si cura con interventi a base di prodotti rameici.

ROGNA

(Pseudomonas   syringae sp. Savastanoi)

 

La pianta risulta invasa da piccoli o grandi tumori di forma globosa che compaiono in corrispondenza delle lesioni provocate dalla potatura, grandine o gelo.

 

Occorre asportare per quanto possibile le parti malate e far seguire la disinfezione.

Si tratta con prodotti cuprici al riposo vegetativo.

MOSCA

(Dacus o Bactocera Olea)

Il dittero, incide l’epicarpo del frutto e depone l’uovo nel mesocarpo ove si sviluppa una larva che scava una galleria piuttosto estesa fino a raggiungere la parte esterna dell’endocarpo. Diverse generazioni dell’insetto coprono il periodo che va dall’estate all’autunno.

Alcuni imenotteri combattono tale insetto. Si opera un controllo attraverso l’uso di trappole a ferormoni per verificare il n° di drupe attaccate.Quando l’attacco supera il 10% delle drupe controllate, si può intervenire con prodotti attivi idrosolubili.

La pianta resiste poco alla malattia.

TIGNOLA

(Prays oleae)

I danni alla pianta sono prodotti dalle larve presenti su fiori e frutticini. Più tardi le stesse penetreranno sulle foglie scavando gallerie tortuose e  cibandosi delle giovani foglie.

Si combatte intervenendo sulla generazione carpofaga  quando i frutti sono grandi come grani di pepe.

COCCINIGLIA MEZZO GRANO DI PEPE

(Saissetia oleae)

L’insetto, grande come un mezzo grano di pepe, presenta un rilievo dorsale a forma di H.

Esso si nutre di linfa e produce escreti che facilitano l’insediarsi della fumaggine.

Numerosi nemici naturali combattono la cocciniglia.

I trattamenti con oli bianchi si possono fare quando si rilevano più di tre o quattro cocciniglie per ogni foglia nel periodo luglio-agosto.

FLEOTRIBO

(Phloeotribus scarabaeoides)

L’insetto depone le uova sui rami e le larve che si sviluppano producono  gallerie. Gli attacchi sono più frequenti nelle annate asciutte e sulle piante debilitate.

Un’esca costituita da materiale di potatura lasciata sotto la pianta, attira questo scolitide che va a depositarvi le uova. Successivamente, il materiale va bruciato o disinfestato.

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